Matteo Santoni
photography

la colazione dei cannibali

Ritratti di Valpolicella (2011-2014)

Si potrebbe affermare che questo libro (acquistabile online) sia privo di ritratto umano.

Ma non è vero.

La Valpolicella è un prodotto dell’uomo. Un luogo-suolo-terreno altamente produttivo, plasmato e sfruttato da oltre 2000 anni;  che si tratti di vini, o  di marmi, o di complessi residenziali, più o meno pregiati.

Ovviamente gente “ingrata” come me potrebbe speculare a lungo su concetti quali negrarizzazione*consumo del territorio, o magari sugli 11 milioni di immobili sfitti in Europa contro i 4 milioni di europei senza casa.

Ma non è questo che mi sono scoperto a ritrarre, infine.

Col tempo hanno iniziato ad emergere queste composizioni, quadri che l’uomo ha creato, più o meno coscientemente, come una sorta di dipinto archeologico e antropologico.


*Neologismo: urbanizzazione speculativa, e al di fuori di ogni controllo, del territorio compreso nel comune di Negrar, in provincia di Verona. (Enciclopedia Treccani)

cannibal's breakfast

Portraits of Valpolicella (2011-2014)

One could argue that this book (here available) lacks human portraits.

This is not the case.

Valpolicella is a product of human beings. It is a place-soil-terrain highly fertile, modelled and exploited over more than 2,000 years of history. Be it wine, marble or more or less luxurious residential complexes.
Clearly, people as "ungrateful" as I am could speculate for hours
on terms like "Negrarizzazione"*, territory exploitation, or even about the 11 millions of vacant residential properties in Europe versus the 4 millions of homeless Europeans.


But this is not what I came to portray in the end.


In time these compositions came to emerge, living snapshots made by more or less conscious people, compositions which together form a kind of archeological and anthropological painting.


* "Negrarizzazione" New word: speculative unleashed urbanizzation of the territory included in the Negrar County in Verona province (Treccani Encyclopedia).

La colazione dei cannibali sui muri sta scritto: Sanatorio
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